Recensione del romanzo thriller Le Madri Bugiarde di Katherine Faulkner, attualmente disponibile anche con l’offerta Newton Compton di due libri a soli 9.90€.
Le vicende sono ambientate nell’uggiosa Londra, dove un circolo di amicizie fra mamme sembra nascondere una realtà inquietante sotto la superficie patinata di tè caldo e vestiti griffati.
In questo articolo vi racconto la trama, cosa mi è piaciuto e cosa no.

Titolo: Le Madri Bugiarde (orig. The Other Mothers)
Autore: Katherine Faulkner
Traduttore: Marialuisa Amodio
Editore: Newton Compton Editori
Collana: Nuova Narrativa Newton
Genere: Thriller psicologico
Anno di Edizione: 2024
Pagine: 384 pp., Brossura
ISBN: 9788822779779
Voto: 📕📕📕/5
Trama de Le Madri Bugiarde di Katherine Faulkner
Quando una giovane tata viene trovata morta in modo inspiegabile, il caso finisce sotto i riflettori e cattura l’interesse di Tash, una giornalista freelance alla ricerca della storia che possa far decollare la sua carriera. Ma Tash non desidera solo uno scoop: ha bisogno di nuove amicizie per affrontare il ruolo di madre. Crede di trovarle tra i genitori dei compagni di scuola del figlio, soprattutto in un gruppo di madri affiatate e impeccabili, che vivono in un quartiere elegante fatto di viali alberati e case da sogno.
Accolta nel loro esclusivo giro, Tash assapora una vita che ha sempre desiderato: cocktail, brunch e serate raffinate, lontane dalla sua quotidianità fatta di conti da pagare e sacrifici. Ma dietro le facciate perfette si cela un’ombra inquietante. Quando viene rinvenuto un secondo cadavere, il sospetto si insinua: quella comunità nasconde più di quanto sembri.
Man mano che Tash scava per scoprire la verità, si sente sempre più a disagio tra le nuove “amiche”. Sono davvero dalla sua parte? O l’hanno accolta per motivi ben più sinistri? In un gioco di inganni e segreti, una domanda diventa cruciale: chi sta indagando su chi?
Parere personale sul romanzo
Il romanzo Le Madri Bugiarde stuzzica la curiosità del lettore a partire dal titolo, che suggerisce fin da subito di non accontentarsi delle apparenze, perché ci aspetteranno colpi di scena capaci di ribaltare tutte le nostre convinzioni.
Questo, tuttavia, potrebbe già essere un primo limite. Il titolo originale, infatti, era ben più vago “Le altre madri“, mentre nella versione italiana ci viene tolto fin da subito il gusto della scoperta.
Ad ogni modo, la storia inizia in medias res: la protagonista è stata portata al commissariato per essere interrogata. È successo qualcosa di terribile, probabilmente un omicidio e lei è una dei principali sospettati. Successivamente, si torna indietro di quasi due anni per scoprire che Tash è una giornalista, è felicemente sposata e ha un bambino di pochi anni che fatica a gestire.
Dopo essersi dedicata al caso di una tata trovata morta in un lago artificiale e Londra, decide di ritirarsi per dedicarsi alla professione come freelance, con risultati alquanto deludenti, cosa che la getta nello sconforto.
Le mamme altolocate che frequentano l’asilo del suo bambino rappresentano così un’ancora di salvezza da una vita mediocre, fatta di sacrifici e rinunce. A differenza sua, loro si godono lunghe mattinate in caffetteria, brunch con stuzzichini succulenti e vacanze al mare.
Le Madri Bugiarde procede così a raccontare l’escalation dell’amicizia tra Trash e le altre mamme, alternando il suo punto di vista in terza persona a brevi capitoli in cui a parlare è la stessa tata assassinata Sophie, chiaramente mesi prima della sua morte.
Questo espediente narrativo ritorna utile per diverse ragioni:
- Prima di tutto, spezza il ritmo rendendolo più dinamico. Difatti, la parte centrale della storia di Tash diventa presto ripetitiva, monotona e noiosa, dato che si ripetono le stesse dinamiche e le sue indagini procedono a rilento. Talvolta ho notato una minuzia inutile nella descrizione di azioni quotidiane, che appesantiscono solo la lettura, senza utilità;
- In secondo luogo, ci ricordano che un’ombra oscura si cela dietro ad una facciata di cortesia e benessere materiale, mantenendo alto il nostro stato di allerta, senza mai farci rilassare.
Detto ciò, non è difficile intuire già a metà del romanzo come sono andate a finire le cose, anche se apprezzo il tentativo dell’autrice di complicare le dinamiche della morte per risultare più originale, per quanto siano surreali.
Il finale chiude il cerchio narrativo, rispondendo ad ogni domanda e lasciando al contempo una morale cinica, crudele e spietata: non ci si può fidare di nessuno e quando si scava nella vita di ogni persona, si trovano solo scheletri perché nessuno ne esce immacolato. Ciò che conta è la capacità di ingannare e nascondere i propri segreti.
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