Recensione Emma di Jane Austen

Recensione Emma di Jane Austen

Recensione del romanzo Emma di Jane Austen, uno dei pilastri della letteratura inglese, che di recente ha ispirato un lungometraggio con Anya Taylor-Joy nel ruolo della protagonista, attrice diventata famosa con la serie tv La Regina degli Scacchi.

A differenza di Mansfield Park, che ho recensito di recente, qui ho riscoperto proprio l’amore per la penna di questa autrice, lasciandomi travolgere dalla sua sagacia e ironia nella rappresentazione dei personaggi.

In questo articolo, oltre a fornire la mia personalissima opinione da lettrice su Emma, parlo anche del film ad essa ispirato.

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Titolo: Emma

Autore:  Jane Austen

Traduttore: Pietro Meneghelli

Editore: Newton Compton Editori

Collana: Newton Vintage

Genere: Letteratura classica inglese

Anno di Edizione: 2023 (prima pubb. 1815)

Pagine: 320 pp., Rilegato

ISBN: 9788822776952

Voto: 📕📕📕📕📕/5

La storia di Emma di Jane Austen

Emma Woodhouse ha tutto ciò che una giovane donna dell’alta società inglese potrebbe desiderare: intelligenza brillante, spirito vivace e una vita agiata nella tranquilla Highbury. Convinta di saper leggere il cuore degli altri meglio di chiunque, Emma si diverte a combinare matrimoni… anche quando nessuno le ha chiesto aiuto. Dopo aver “organizzato” l’unione della sua fidata governante, è certa di avere un talento naturale per il matchmaking e decide di prendere sotto la propria ala la dolce e ingenua Harriet Smith. Ma ciò che Emma immagina come un gioco elegante si trasforma presto in un intrico di malintesi, aspettative sbagliate e sentimenti fraintesi.

Intorno a lei, la comunità di Highbury osserva, commenta e giudica, mentre l’unico a dirle apertamente la verità è Mr. Knightley, amico di famiglia da sempre, l’unico capace di vedere oltre la sua sicurezza. Tra equivoci romantici, corteggiatori improbabili e piccoli drammi sociali, Emma dovrà fare i conti con le conseguenze delle sue “buone intenzioni” e, soprattutto, con le parti di sé che ha sempre ignorato.

Romanzo ironico, intelligente e sorprendentemente moderno, Emma racconta con finezza come l’amore e la maturità arrivino spesso quando smettiamo di orchestrare tutto e iniziamo finalmente a guardarci dentro.

Parere personale sul romanzo

In un articolo precedente avevo spiegato perché Jane Austen sia una delle mie autrici del cuore: scoperta da ragazzina e ritrovata negli anni successivi. Chiaro, quello che si coglie in adolescenza è diverso rispetto ai messaggi sottesi che si percepiscono da adulti, ma ciò non ha mai rovinato la mia esperienza di lettura.

Eppure, con Mansfield Park un po’ di delusione l’avevo ricevuta: Fanny è una protagonista troppo scialba, eccessivamente servizievole e persino ipocrita sotto certi punti di vista, ben lontana dalla mordace Lizzy Bennet (che vedo molto vicina alla personalità della stessa Austen) o dalla saggia Elinor Dashwood.

Con Persuasione, purtroppo, ho avuto la stessa impressione, anche se in chiusura dell’arco narrativo Anne Elliot impara a decidere per se stessa, senza badare ai giudizi altrui.

Detto ciò, per me Emma sale sul podio dei migliori classici mai letti: divertente, intelligente, con una protagonista piena di sfaccettature, che nasconde con la presunzione il suo cuore d’oro e il desiderio di essere amata.

La narrazione della Austen in questo libro sembra quasi teatrale, con personaggi al limite dell’assurdo, come la signorina Bates che parla ininterrottamente per ore, rispondendo da sola alle proprie domande, oppure il signor Woodhouse iperparanoico e preoccupato per folate di vento persino davanti ad un caminetto.

Alla fine, il lettore si affeziona a tutti in questo microcosmo carico di macchiette, compresa la silenziosa e introversa Jane Fairfax, la cui eccessiva discrezione viene criticata dagli stessi personaggi della storia. Geniale!

Insomma, per chi cerca atmosfere tipiche dell’era georgiana inglese, ma con un tocco più frizzantino che non annoia mai, è una lettura fortemente consigliata, persino agli adolescenti!

Emma di Jane Austen al cinema: dal libro ai film

Dopo aver finito il libro ero curiosa di scoprire la trasposizione cinematografica, a partire da quella più recente, ovvero Emma di Autumn de Wilde che ha come protagonisti Anya Taylor-Joy, Bill Nighy nel ruolo del sig. Woodhouse e Johnny Flynn come Mr. Knightley.

Per prima cosa, parliamo dei costumi: colori pastello e tinte accese, con forti contrasti, dominano la scena e trasformano il set in un misto tra carnevale e teatro sotto casa. Non saprei dire se hanno un po’ esagerato, ma se l’intento era quello di attirare l’attenzione e risvegliare l’interesse anche della platea più giovane, forse ci sono riusciti.

Del resto, non è semplice rappresentare un grande classico che ha alle spalle più di 200 anni di storia. La sfida è quella di portare un’interpretazione più originale, accontentare gli appassionati del genere e farsi scoprire dalle nuove generazioni.

L’interpretazione degli attori sembra proseguire sullo stesso filone, talvolta trovandola un po’ troppo sopra le righe, quasi al limite del cringe, soprattutto quella di Anya, che a volte parla e si muove in modo così plateale da far ridere involontariamente. Ho trovato più credibile la Harriet Smith di Mia Goth, che mantiene sempre un’espressione spaventata e incapace di comprendere cosa le sta accadendo intorno.

Apprezzo il tentativo di inserire simpatiche gag che esasperano le peculiarità dei singoli personaggi, cercando di non discostarsi troppo dalla penna della Austen.

Tutto sommato, l’ho trovato un film piacevole e divertente, che coglie in pieno l’ironia del romanzo da cui è tratto e ne fa un punto di forza, senza scadere troppo nel ridicolo. Unico neo, per chi non ha letto il libro, la comprensione di alcune dinamiche potrebbe risultare impegnativa.

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