Recensione del romanzo Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno di Benjamin Stevenson, stand-up comedian che deciso di intrecciare la sua capacità di fare ironia, all’arte della scrittura, riscuotendo grande successo nel mondo.

I suoi libri, infatti, si prendono gioco delle regole d’oro del giallo perfetto di Ronald Knox, non in modo dispregiativo, ma cercando di riscrivere le indagini in chiave più originale e coinvolgente per il lettore, capace di sfondare la quarta parete e comunicare direttamente con noi.

Del resto, si sa che il genere investigativo è tra i più letti al mondo… Considerato quanto il mercato ormai sia saturo, si dovrà pur inventare qualcosa per emergere dalla massa no?

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Titolo: Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno (orig. Everyone in my Family has killed Someone)

Autore:  Bejamin Stevenson

Traduttore: Elena Cantoni

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale Economica Feltrinelli 1+1

Genere: Giallo

Anno di Edizione: 2025 (prima pubb. 2022)

Pagine: 384 pp., Brossura

ISBN: 2000000153230

Voto: 📕📕📕📕📕/5

Trama de Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno

Ernest “Ernie” Cunningham sa bene che le riunioni di famiglia non sono mai una buona idea. Tre anni prima, ha denunciato suo fratello Michael per un omicidio, un gesto che lo ha trasformato in una macchia su una famiglia in cui c’è un solo vero tratto comune: ognuno dei Cunningham ha ucciso qualcuno. Ora, per celebrare l’imminente uscita di Michael dal carcere, la famiglia decide di ritrovarsi per un weekend in un resort di montagna, sperando di mettere da parte rancori, segreti e silenzi.

Appena la neve comincia a cadere, però, la festa si trasforma in un incubo. Viene trovato un morto sconosciuto, soffocato dalla cenere come dopo un incendio, ma disteso sulla neve immacolata. Il resort viene isolato da una bufera, la polizia è bloccata e tutti i presenti sono sospetti. Toccherà a Ernie, insegnante di giorno e autore di gialli per hobby, assumere i panni di detective improvvisato. Con ogni membro della famiglia capace di omicidio, il confine tra colpevole e innocente è labile.

Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno è un giallo brillante, irriverente e pieno di humour nero, che mescola tradizione e originalità. Una sfida al lettore, un gioco crudele: chi sarà il prossimo a cadere? Ma soprattutto, chi di loro sopravviverà?

Parere Personale sul romanzo

Prima di esprimere la mia onesta opinione sul romanzo, devo premettere un’informazione importante, ovvero che non sono una grande appassionata di gialli: non ne ho letti molti, nemmeno uno della regina indiscussa Agatha Christie, ma ho visto numerosi film thriller nella mia vita.

Il fatto è che devo ammettere la mia ignoranza su quelle che sono le regole base di un giallo eccellente, lo schema di svolgimento della storia, le logiche che portano a sospettare di uno, invece che dell’altro personaggio.

Ma ciò non è stato un problema quando ho cominciato a leggere Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno perché è l’autore stesso ad inserire prima del prologo il Decalogo del giallo perfetto di Ronald Knox, del 1929, spingendo con ironia il lettore a ricordarselo per comprendere le azioni del protagonista.

Fin dalla primissima pagina Stevenson gioca con il lettore, perché a scrivere è proprio Ernie, che sfonda la quarta parete per stravolgere le regole e prendere in giro la diffidenza del lettore.

Un narratore che ci conquista in brevissimo tempo, perché lo sa di non essere un detective esperto e, anzi, a dirla tutta è un po’ fallito come scrittore di gialli, ma è stato scelto per indagare su un crimine che coinvolge tutta la sua famiglia. Proprio per questo le cose sembrano andargli male, fallisce, salta a conclusioni sbagliate e non sa che pesci pigliare.

Tuttavia, poiché i fatti che sta raccontando sono già accaduti e lui li riporta come una sorta di memoir letterario, ironizza di continuo su cosa ci si aspetterebbe in un giallo classico. Per tutte queste ragioni, mi sento di consigliarlo anche ai non avvezzi del genere.

Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno: un giro fra le opinioni nel web

Il consenso su questo romanzo è chiaramente diviso: molti lettori adorano il suo spirito “giallo classico reinventato”, con ambientazione claustrofobica in un resort innevato, una famiglia disfunzionale piena di segreti e un finale ricco di colpi di scena. La voce ironica e auto‑consapevole del narratore piace a chi ama il meta‑mystery, con indizi disseminati, false piste e lo stile “cozy‑murder” con humor nero.

Diversi commenti esaltano la coinvolgente mescolanza di suspense e comicità, con fra come “divertente e accattivante”, “perfetto per chi apprezza un giallo intelligente e moderno”.

Ma non mancano anche le critiche: alcuni lettori trovano il tono eccessivamente auto‑referenziale, in quanto il continuo sfondare la quarta parete e i richiami costanti alle regole del giallo classico possono diventare pretenziosi o rompere l’immersione. Altri lamentano una trama troppo complessa, con troppi personaggi e sottotrame che rendono confuso il filo narrativo, tanto da perdere lo slancio thriller e trasformarlo in un “rompicapo ingarbugliato”. Anche se ho letto che c’è chi ha considerato il finale banale.

Infine, per chi cercava tensione costante o un’atmosfera cupa e drammatica, il romanzo può risultare troppo “leggero”, quasi da “giallo da salotto”, e non all’altezza di un thriller più serio.

In sostanza, Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno funziona molto bene se cerchi un giallo intelligente, irriverente, auto‑ironico e con un innegabile gusto vintage‑cozy. Se invece ami i thriller duri, claustrofobici, con tensione crescente e una scrittura più “seria”, passami il termine, potresti sentirti deluso. Molti lo considerano un colpo di scena riuscito, chi un esperimento poco convincente.

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