Chi sono

Sono Veronica Belsito, SEO Copywriter e Specialist in ambito sanitario.

Prima di occuparmi di SEO e comunicazione digitale, ho studiato e lavorato nel settore sanitario. Nel 2016 mi sono laureata in Infermieristica all’Università degli Studi di Milano e per quattro anni ho lavorato a contatto con pazienti, familiari e professionisti, in contesti diversi tra loro.

Quell’esperienza mi ha insegnato qualcosa che oggi considero fondamentale nel mio lavoro: comunicare in ambito sanitario non significa semplicemente rendere comprensibile un’informazione tecnica. Significa farlo con responsabilità.

Ho visto direttamente quanto possa essere difficile per una persona orientarsi tra termini medici, diagnosi, esami, terapie e informazioni trovate online. Ho visto anche quanto siano importanti la fiducia, l’ascolto e la capacità di spiegare un concetto complesso senza banalizzarlo.

Quando ho scelto di dedicarmi alla scrittura, al copywriting e alla SEO, ho quindi portato con me questa esperienza.

Oggi utilizzo entrambe le competenze per aiutare professionisti e realtà sanitarie a costruire una presenza digitale più visibile, autorevole e comprensibile.

Perché proprio la SEO sanitaria?

Perché nel settore della salute la visibilità, da sola, non basta. Così come il titolo accademico.

Un professionista può avere una preparazione eccellente, anni di esperienza e competenze straordinarie, ma se il suo sito non compare quando un potenziale paziente cerca una risposta, quella competenza rischia di rimanere invisibile.

E anche quando il paziente arriva sul sito, il lavoro non è finito, perché deve riuscire a capire:

  • chi sei e di cosa ti occupi;
  • se puoi aiutarlo con il suo problema;
  • dove ricevi e come contattarti;
  • perché dovrebbe fidarsi delle informazioni che trova;
  • quale sarà il percorso che lo aspetta.

Per questo non considero la SEO una semplice gara per conquistare la prima posizione su Google: la visibilità è il punto di partenza. La fiducia è ciò che permette di trasformarla in una relazione.

Ed è qui che SEO, copywriting e comunicazione sanitaria devono lavorare insieme.

Scrivere di salute richiede qualcosa in più

Quando scrivo un contenuto sanitario, non mi interessa riempire una pagina di parole chiave, creare allarmismi (peraltro inutili e deleteri), oppure usare toni sensazionalistici da “fuffaguru”.

Mi interessa prima di tutto capire cosa sta cercando davvero la persona dall’altra parte dello schermo e costruire una risposta che sia:

  • corretta dal punto di vista scientifico;
  • comprensibile anche a chi non possiede una formazione sanitaria;
  • utile rispetto al problema che sta cercando di risolvere;
  • coerente con il livello di competenza del professionista;
  • supportata da fonti autorevoli e aggiornate.

La mia formazione sanitaria mi permette di comprendere il linguaggio tecnico e il ragionamento clinico. La SEO mi permette di trasformare queste informazioni in contenuti capaci di incontrare le ricerche degli utenti.

In mezzo ci sono il copywriting, la ricerca delle fonti, l’analisi dell’intento di ricerca e una buona dose di spirito critico.

Questo perché nel settore della salute non basta scrivere qualcosa che sembra corretto. Bisogna sapere da dove arriva quell’informazione, verificarla e comunicarla nel modo giusto.

Non credo nelle formule uguali per tutti

Non penso che ogni professionista sanitario debba pubblicare tre articoli alla settimana, aprire cinque social network e investire contemporaneamente in ogni strumento di marketing disponibile.

Ogni studio ha una storia, una specializzazione, un pubblico, una concorrenza e obiettivi differenti. 

Per questo il mio approccio parte dall’analisi. O meglio, dalla Diagnosi della Presenza Digitale.

Prima di stabilire cosa fare, voglio capire cosa non sta funzionando, quali opportunità sono state trascurate e quali interventi hanno davvero senso per quello specifico professionista.

È lo stesso principio che dovrebbe guidare una buona pratica sanitaria: prima si osserva il problema, poi si formula un’ipotesi e infine si interviene con terapie personalizzate.

Nel mio lavoro questo significa analizzare il sito, la visibilità organica, i contenuti, la SEO locale, la presenza online, la concorrenza e il modo in cui il professionista comunica con i propri potenziali pazienti.

Solo dopo si decide quale strategia adottare, anche in linea con gli obiettivi che desideri raggiungere, sempre in modo etico e seguendo i criteri deontologici.

Il mio obiettivo

Non voglio trasformare ogni professionista sanitario in un personaggio social né convincerlo che debba diventare un esperto di marketing.

Voglio aiutarlo a fare una cosa molto più semplice e, allo stesso tempo, molto più importante: fare in modo che le persone giuste riescano a trovarlo, capiscano il valore del suo lavoro e trovino online le informazioni necessarie per scegliere con consapevolezza.

Perché dietro ogni ricerca sanitaria c’è una persona, spesso preoccupata, piena di dubbi, in cerca di un parere esperto, o alle prese con referti incomprensibili, che desidera sapere ciò che sta vivendo.

È per questo che considero la comunicazione sanitaria una responsabilità del professionista che va di pari passo con la sua pratica in ambulatorio, non soltanto una questione di marketing.

E forse è proprio questa la cosa più importante che porto con me dal mio primo lavoro al mio lavoro di oggi: prima del professionista, del paziente e dell’algoritmo, c’è sempre una persona.


Vuoi saperne di più? Contattami e parliamo del tuo progetto.